Pin It

enpafIn seguito alle numerose istanze espresse dalla professione per avviare un percorso condiviso di riforma della previdenza, l'Enpaf ha dato il via alle audizioni con tutte le sigle rappresentative della categoria per raccoglie tutti i contributi, i rilievi e le proposte utili a sviluppare un confronto costruttivo finalizzato al riordino della previdenza di categoria. Infatti, i rappresentanti del CdA dell'ente hanno ricevuto a Roma le delegazioni di Mnlf-Culpi, Conasfa e Sinasfa e Fiafant. Per la prima sigla, sono stati ascoltati il presidente Vincenzo De Vito e la vicepresidente Agnese Antonaci, per Conasfa la presidente Silvera Ballerini, per Sinasfa il presidente Francesco Imperadrice e il segretario Marco Gambadoro, per la Fiafant la presidente Benedetta Mariani e Gino Viero.

Previdenza, cominciate a Roma le audizioni delle sigle di categoria per il riordino Enpaf

L'Enpaf , rispondendo alle numerose e convergenti istanze espresse dalla professione, ha avviato il ciclo di audizioni con tutte le sigle rappresentative della categoria per raccoglie tutti i contributi, i rilievi e le proposte utili a sviluppare un confronto costruttivo finalizzato al riordino della previdenza di categoria.

Nella giornata di ieri, i rappresentanti del CdA dell'ente hanno ricevuto a Roma le delegazioni di Mnlf-Culpi, Conasfa e Sinasfa e Fiafant. Per la prima sigla, sono stati auditi il presidente Vincenzo Devito e la vicepresidente Agnese Antonaci, per Conasfa la presidente Silvera Ballerini, per Sinasfa il presidente Francesco Imperadrice e il segretario Marco Gambadoro, per la Fiafant la presidente Benedetta Mariani e Gino Viero.

Gli incontri di ieri hanno cominciato a sostanziare concretamente il confronto richiesto dalle varie componenti della categoria per arrivare alla definizione di un percorso condiviso di riforma della previdenza professionale, ma sono anche stati un'occasione per utili chiarimenti sul merito delle problematiche previdenziali, spesso affrontate senza il necessario approfondimento tecnico che – in una materia regolata in maniera penetrante dalle leggi e dai numeri – è invece indispensabile per costruire percorsi praticabili di riforma.

Al riguardo, assume un significato paradigmatico l'audizione con i rappresentanti della Fiafant, che nei giorni scorsi aveva pubblicamente espresso in una nota molto articolata (cfr. RIFday del 1° marzo 2017) alcune proposte sul riordino della previdenza di categoria, partendo dalla attuali situazione occupazionale del settore, che vede i non titolari soffrire "di una sempre maggiore discontinuità di reddito e contributiva anche per la pensione Inps" .

Queste, in estrema sintesi, le istanze avanzate dalla sigla dei non titolari: 1) chi versa obbligatoriamente già all'Inps per il primo pilastro contributivo, non va assoggettato all'obbligo di contribuzione Enpaf se non per il contributo di solidarietà, qualunque sia l'anno di iscrizione all'Ordine; 2) eliminazione del limite temporale al pagamento del solo contributo di solidarietà se disoccupati; 3) obbligatorietà della contribuzione Enpaf "solo per chi non ha busta paga da dipendente"; 4) inserimento "solido" della sanità integrativa nel Ccnl farmacie private (materia che peraltro esula dal perimetro Enpaf); 5) superamento delle lacune in ordine alla possibilità del cumulo gratuito tra contributi Inps ed Enpaf versati su periodi non coincidenti.

Alle istanze Fiafant l'Enpaf ha risposto punto per punto (come peraltro ha preso a fare da qualche tempo per ogni sollecitazione di rilievo pubblico, allo scopo esclusivo di contribuire a creare in seno alla categoria una maggiore conoscenza e quindi una maggiore consapevolezza in ordine alla complessa materia in discussione in seno alla categoria) in un breve documento illustrato ieri ai dirigenti della sigla dei non titolari.

In primo luogo, a proposito del rilievo preliminare di Fiafant sull'attuale situazione occupazionale e sulla crescente sofferenza dei non titolari per una sempre maggiore discontinuità di reddito, Enpaf osserva che in questi termini la prospettiva è mal posta: "Alla situazione di difficoltà occupazionale" spiega infatti l'Enpaf "non si risponde diminuendo le tutele previdenziali ma, semmai, attivando le coperture assistenziali. È anche quello che accade nel sistema pubblico obbligatorio, che risponde alle crisi aziendali con i diversi strumenti di sostegno del reddito".

Nel merito, la prima risposta dell'ente previdenziale di categoria riguarda la proposta Fiafant di estendere il contributo di solidarietà a tutti gli iscritti nelle condizione di richiederlo, eliminando la limitazione dell'istituto a coloro che risultino iscritti per la prima volta a partire dal 1° gennaio 2004.

La prima osservazione è che, in questo modo, tendenzialmente potrebbe venire meno il montante contributivo degli oltre trentacinquemila iscritti che versano la quota ridotta dell'85%. "Se in questo modo, in una prospettiva certo non immediata" spiega l' Enpaf "si neutralizza una quota di uscita pensionistica futura, ma non certo tutta, nella prima fase, non certo breve, il sistema a ripartizione dell'Ente richiederebbe comunque la necessità di ripianare la minore entrata contributiva per garantire la copertura dell'uscita di pensione anno per anno dovuta".

E non è tutto: anche a non voler considerare la necessità di aumentare la contribuzione degli altri iscritti, anche di quei dipendenti che volessero rimanere nel sistema previdenziale Enpaf, l'estensione del contributo di solidarietà agli iscritti ante 1° gennaio 2004 troverebbe l'opposizione delle autorità vigilanti. Furono queste, infatti, all'epoca dell'approvazione della modifica regolamentare, a porre come condizione del loro nulla osta proprio l'esclusione dell'applicazione del contributo rispetto agli iscritti che avessero un pregresso rapporto assicurativo con l'Ente.

"Occorre aggiungere" precisa ancora l'Enpaf "che le condizioni sono mutate e che molto probabilmente, a oggi, un istituto come il contributo di solidarietà difficilmente otterrebbe il placet dei Ministeri competenti. Il contributo di solidarietà, proposto per attenuare il vincolo legale tra iscrizione all'Albo e iscrizione alla Cassa, è ormai diventato una scelta di default del nuovo iscritto dipendente, quando, invece, si sarebbe potuto ipotizzare un uso residuale e transitorio dell'istituto, considerato che la pensione dell'Enpaf – la contribuzione previdenziale è deducibile dall'imponibile senza limiti – può, comunque, integrare quella dell'Inps, destinata a diventare di poco superiore al 50% dell'ultimo reddito del lavoratore".

In merito alla posizione dei disoccupati, l'Enpaf fa una premessa necessaria, spiegando che "in base a quanto previsto dalla Costituzione, la disoccupazione non gode di tutela previdenziale bensì della copertura dell'assistenza sociale".

"All'Enpaf, unica tra tutte le casse professionali, sono iscritti anche farmacisti in stato di disoccupazione temporanea e involontaria" spiega quindi la cassa previdenziale di categoria. "Il limite dei cinque anni (sette anni fino al 31 dicembre 2018) è dunque compatibile con il quadro costituzionale e con la natura dell'Ente che deve assicurare tutela previdenziale a chi svolge attività professionale. Eliminare ogni limite temporale per il mantenimento della riduzione contributiva massima avrebbe come potenziale conseguenza quella di annoverare tra gli iscritti a un ente previdenziale i disoccupati 'a vita', circostanza esclusa anche nel sistema generale obbligatorio, con il rischio, inoltre, di favorire il lavoro sommerso".

Enpaf contesta poi quanto Fiafant, in un passaggio della sua nota, riferisce in merito alle prestazioni di assistenza che verrebbero indirizzate principalmente a favore degli iscritti che hanno nell'Enpa l'unica copertura previdenziale. L'affermazione, afferma Enpaf, non risponde a verità, perché "il riferimento all'indennità di maternità che, per legge, può essere corrisposta alle iscritte che non ricevano la medesima indennità dall'Inps (l'Ente, tuttavia, garantisce la prestazione anche a numerose disoccupate che sono fuori dall'ambito dell'intervento Inps perché nel periodo della gravidanza non percepiscono l'indennità di disoccupazione, NdR), – " viene artatamente accomunato con l'assistenza propriamente detta che, avendo come presupposto la condizione di bisogno economico del nucleo familiare dell'iscritto, rivolge la propria attenzione principalmente ai soggetti a basso reddito (principalmente si tratta di disoccupati, dipendenti e titolari con sedi disagiate).

Nell'ambito del dibattito più generale legato alla riforma del sistema previdenziale Enpaf, l'Ente ha preso attoche Fiafant esprime una posizione favorevole al metodo di calcolo contributivo, il cui aspetto fondante è costituito dalla circostanza che la misura della contribuzione sia ancorata al reddito.

nel suo documento di risposta a Fiafant, l'Enpaf fornisce quindi chiarimenti anche in ordine agli aspetti dell'assistenza sanitaria integrativa e della previdenza complementare. In merito alla prima segnala di avere già attivato per tutti i suoi iscritti e titolari di pensione diretta l'assistenza sanitaria integrativa, la copertura per invalidità da infortunio e la Long Term Care, grazie a un accordo con Emapi (ente di assistenza integrativa che si rivolge a una platea di 850 mila professionisti sanitari), con oneri integralmente a proprio carico e, dunque senza gravare con forme di contribuzione aggiuntiva.

Sulla materia del cumulo dei contributi esteso anche alle casse dei professionisti dalla legge di bilancio per il 2017 (tuttora non operativo, anche se dovrebbe essere ormai prossimo alla conclusione il complesso iter tecnico necessario alla sua attivazione), Fiafant nella sua nota aveva preso posizione su di un unico aspetto, quello dell'utilizzabilità del riscatto del corso di studi universitari preclusa, per quanto riguarda l'Enpaf, ai fini dell'anzianità assicurativa utile per la pensione.

La posizione assunto dall'Enpaf al riguardo rispecchia invece quanto stabilito dalla legge e indicato dall'Inps nelle proprie circolari esplicative in materia. Sul punto, la cassa previdenziale di categoria aggiunge anche che "non vi è motivo per trattare diversamente un iscritto che maturi la pensione esclusivamente con l'Enpaf rispetto a quello che la consegua con il cumulo e che ai fini dell'operatività dell'istituto del cumulo al riscatto non può essere attribuita una funzione così centrale".

Le audizioni delle sigle di categoria proseguiranno nei prossimi giorni: oggi sarà la volta di Farmacieunite, il sindacato di farmacie private presieduto da Franco Gariboldi Muschietti, che nell'incontro di oggi sarà rappresentato da Andrea Bonotto, di Sinafo, il sindacato nafionale dei farmacisti ospedalieri, per il quale interverrà Antonio Castorina, componente della segreteria nazionale e di Fnpi, la Federazione nazionale della parafarmacie italiane, rappresentata dal presidente Davide Gullotta.

Seguiranno, secondo un calendario in corso di definizione, tutte le altre sigle di categoria.

Fonte: Rifday.it

federfarma     utifar      fenagifar    federfarmaservizi    pon1


unisalento         avis