News dal Web

Ema SedeL'Agenzia europea dei medicinali ha reso noto che la nuova sede di Palazzo Vivaldi ad Amsterdam, indicata nella proposta dell'Olanda come nuova dimora dell'Agenzia regolatoria europea, non sarà pronta prima del novembre del 2019, tant'è che il governo olandese ha detto di essere già allertato per garantire una sede temporanea che sarà disponibile a partire da gennaio 2019 o anche prima, se l'Ema lo richiederà. Secondo gli accordi presi nel giugno scorso dai Paesi europei sul trasferimento dell'Ema a seguito della Brexit, era infatti stato stabilito che esso sarebbe dovuto avvenire in modo tale che l'Agenzia potesse avere totale disponibilità degli uffici entro la data del recesso del Regno Unito dalla Ue, cioè entro le 23:00, ora locale del 29 marzo 2019.

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EMA"In queste ore stiamo avendo alcune indiscrezioni da Londra e Bruxelles sul fatto che Amsterdam non sarebbe in grado di garantire la riallocazione di Ema con il personale nella sede definitiva prima del maggio 2020. Se il ritardo di un anno fosse vero, credo che l'Italia dovrebbe immaginare se ci siano strade percorribili dal punto di vista giuridico, prima che politico, per verificare se l'assegnazione che è stata fatta sia ancora valida". Lo ha dichiarato il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, durante il convegno 'Italy, a Healthy Investment' in corso a Roma.

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PrevidenzaIl presidente Di Federfarma, Marco Cossolo, ieri, durante la seconda giornata di lavori dell'assemblea generale, ha annunciato che il consiglio di presidenza chiederà già nei prossimi giorni un incontro urgente con il presidente dell'Enpaf, Emilio Croce, per discutere dei problemi della previdenza di categoria e analizzare il percorso di riforma del sistema pensionistico al quale l'ente sta lavorando da tempo. "Non si possono lasciare cose così come sono - ha detto Cossolo - i titolari di farmacia sono fortemente penalizzati da questo sistema e l'Enpaf non può riformare la previdenza dei farmacisti senza coinvolgere Federfarma: le farmacie, infatti, contribuiscono alle entrate della cassa privata non solo con le quote soggettive dei loro titolari, ma anche con il contributo dello 0,90. Vogliamo prendere parte al percorso di riforma dell'istituto e nel prossimo Consiglio di presidenza, in programma martedì, cominceremo a ragionare sul tema".

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assogenericiSecondo il terzo Rapporto Nomisma-Assogenerici, presentato ieri al ministero dello Sviluppo Economico, per i farmaci generici made in Italy i trend sono tutti verso l'alto: ricavi in salita del 56% tra il 2010 e il 2015, investimenti raddoppiati (+105%) e un export che mediamente copre l'80% della produzione. Numeri in linea con l'andamento dei farmaci branded, ma con qualche difficoltà in più sul fronte dei costi di produzione (materie prime, controlli qualità e adempimenti su data integrity e norme anti contraffazione) e quindi della marginalità, compromessa anche da un'eccessiva pressione sui prezzi, tra i più bassi d'Europa. Criticità che vanno affrontate giocando d'anticipo, approfittando del vento a favore. Con tre priorità: leva fiscale, tempi certi e semplificazioni nei rapporti con la Pa e potenziamento dell'export verso nuovi mercati con differenti coperture brevettuali.

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farmaci biosimilariDa una ricerca del Censis realizzata in collaborazione con Assosalute e presentata ieri a Roma, è emerso che 46 milioni di italiani si curano da soli con farmaci da banco, senza bisogno della ricetta medica. Di questi, 15 milioni lo fanno spesso. Il ricorso al farmaco è informato, consapevole e maturo. La prima volta che si assume un farmaco senza obbligo di ricetta per curare un piccolo disturbo, il 70,4% degli italiani chiede consiglio al medico o al farmacista, l'83,1% legge sempre il foglietto illustrativo e il 68,4% afferma di comprenderlo appieno. Trascorsi alcuni giorni, se il disturbo persiste l'88,5% si rivolge al medico e il 36,2% al farmacista. L'automedicazione con i farmaci da banco non è mai uno sregolato libero arbitrio soggettivo, si fonda sempre su indicazioni mediche. La spesa pro-capite per farmaci senza obbligo di prescrizione in Italia è pari in media a 40,2 euro all'anno.

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spesa farmaciSecondo il XX Rapporto Pit-Salute, lo studio di Cittadinanzattiva che classifica e analizza le segnalazioni giunte in un anno al Tribunale per i diritti del Malato su inefficienze e inadeguatezze della sanità pubblica, il costo dei farmaci rimane una delle lamentele più ricorrenti tra le segnalazioni raccolte dal Tribunale per i diritti del malato. Ne fa riferimento il 19,4% delle persone che nel 2016 si sono rivolte al TdM per ragioni economiche, un tasso d'incidenza secondo soltanto a quello degli assistiti che si lamentano per i costi esorbitanti dei ticket su esami diagnostici e visite specialistiche (33,8%). Il Rapporto dedica un capitolo ai problemi lamentati dagli italiani in materia di farmaci. In testa ci sono i medicinali per l'epatite C, ai quali fanno riferimento il 44,4% delle segnalazioni relative all'assistenza farmaceutica, seguiti dall'annoso problema della carenza di farmaci.

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farmaci animali veterinariAnticorpi monoclonali anche per uso veterinario. Come utilizzarli lo ha indicato per la prima volta il Comitato per i medicinali per uso veterinario dell'Ema che ha approvato il primo orientamento a livello dell'Unione europea per le terapie con anticorpi monoclonali per uso veterinario. La guida si riferisce alle particolarità degli anticorpi monoclonali per uso veterinario, al controllo di qualità per potenziali contaminanti, ai test di stabilità, agli studi sulla sicurezza riproduttiva e ai dati per affrontare il potenziale di effetti avversi indiretti. Il primo medicinale veterinario contenente un anticorpo monoclonale è stato raccomandato per l'approvazione dal CVMP a febbraio 2017.

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ritirato farmacoUn recente studio dell'università Sapienza di Roma e della Federico II di Napoli ha scoperto che quando si devono prendere i farmaci al cortisone tutti i giorni, l'ora in cui si assumono è molto importante per limitare gli effetti collaterali. La ricerca, che ha coinvolto oltre 110 individui affetti da insufficienza surrenalica, ha dimostrato che cambiando il "timing" della somministrazione di cortisonici, grazie ad una formulazione più rispettosa della cronobiologia della secrezione dell'ormone cortisolo, migliorano il peso corporeo, il metabolismo degli zuccheri, il numero di infezioni virali e la qualità di vita dei pazienti. Oltre che per chi soffre dell'insufficienza, sottolineano gli autori, i risultati sono importanti per tutti coloro che prendono cortisonici tutti i giorni, come alcuni pazienti oncologici o chi ha una bronchite cronica.

Cortisone a orario sbagliato crea 'jet lag' cellule

Quando si devono prendere i farmaci al cortisone tutti i giorni, l'ora in cui si assumono è molto importante per limitare gli effetti collaterali. Lo ha scoperto uno studio italiano, dell'università Sapienza di Roma e della Federico II di Napoli, pubblicato sulla rivista Lancet Diabetes and Endocrinology. Lo studio, che ha coinvolto oltre 110 individui affetti da insufficienza surrenalica, ha dimostrato che cambiando il "timing" della somministrazione di cortisonici, grazie ad una formulazione più rispettosa della cronobiologia della secrezione dell'ormone cortisolo, migliorano il peso corporeo, il metabolismo degli zuccheri, il numero di infezioni virali e la qualità di vita dei pazienti. Oltre che per chi soffre dell'insufficienza, sottolineano gli autori, i risultati sono importanti per tutti coloro che prendono cortisonici tutti i giorni, come alcuni pazienti oncologici o chi ha una bronchite cronica.

"Ogni cellula del nostro organismo dispone di un proprio orologio interno che ha un periodo di circa 23-25 ore - spiega Andrea Lenzi, l'autore principale - ma serve qualcosa che sincronizzi tutti questi milioni di orologi fornendo un orario unico. Ebbene i cortisonici sono uno dei principali meccanismi di sincronizzazione dell'organismo in base al ciclo sonno-veglia e luce-ombra. Se noi li somministriamo all'orario sbagliato è come se inducessimo una specie di jet-lag nelle nostre cellule. Sicuramente è necessario individualizzare il trattamento e coordinarlo con lo stile e abitudini della persona che abbiamo davanti, ma in linea di principio possiamo dire che i cortisonici non vanno assunti la sera. Soprattutto non dobbiamo creare picchi multipli di cortisolo circolante durante la giornata". 

Fonte: Ansa

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