News dal Web

1 Antibiotici-Secondo il primo rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sulla sorveglianza dell'antibioticoresistenza, è boom di persone colpite da infezioni resistenti agli antibiotici: nel mondo se ne contano almeno mezzo milione, ma la stima è molto inferiore ai dati reali. I batteri resistenti più comunemente riportati sono stati Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Staphylococcus aureus e Streptococcus pneumoniae. A oggi, 52 paesi (25 ad alto reddito, 20 a reddito medio e 7 a basso reddito) sono iscritti al sistema globale di sorveglianza antimicrobica dell'Oms. Per il primo rapporto, 40 paesi hanno fornito informazioni sui loro sistemi di sorveglianza nazionali e 22 paesi hanno anche fornito dati sui livelli di resistenza agli antibiotici.

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emicrania1È in arrivo una nuova molecola per combattere l'emicrania, sia cronica che episodica. Lo ha reso noto l'azienda farmaceutica Novartis alla vigilia della presentazione a Basilea delle novità nel campo dell'innovazione scientifica e dei risultati finanziari annuali. Si tratta di Erenumab, l'unico anticorpo monoclonale sperimentale interamente umano specificamente progettato per antagonizzare il recettore del peptide correlato al gene della calcitonina, che si ritiene svolga un ruolo critico nel causare l'emicrania. La sicurezza, l'efficacia e la tollerabilità di erenumab sono state valutate nel corso di studi clinici che hanno coinvolto oltre 3000 pazienti, incluso uno studio di estensione in aperto tuttora in corso, che avrà una durata fino a cinque anni. Il nuovo farmaco verrà somministrato una volta al mese, utilizzando un dispositivo di auto-iniezione. L'emicrania ha un impatto profondo e limitante sulle capacità di un individuo di svolgere le normali attività quotidiane, ed è stata dichiarata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità una delle 10 cause primarie di anni vissuti con disabilità per gli uomini e le donne.

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integratori 2Secondo l'indagine "La filiera italiana dell'integratore alimentare" realizzata per il terzo anno consecutivo dal Centro Studi Federsalus, il mercato degli integratori alimentari continua a crescere. Nel 2017 le vendite sono aumentate del 7,3% rispetto all'anno precedente. Il report stima un fatturato complessivo per il comparto pari a quasi 2,4 miliardi di euro e un numero di addetti che sfiora quota 20mila. "La crescita del comparto italiano degli integratori alimentari si sta consolidando – ha commentato Andrea Costa, presidente di FederSalus - e il mercato sta raggiungendo una fase di maturità. I dati dell'indagine di settore mostrano un comparto dinamico e resiliente, in grado di mantenere buone performance e di testimoniare un'apertura crescente verso l'export".

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gianni petrosilloNei giorni scorsi, Federfarma Bergamo e Lecco hanno promosso un incontro per chiarire quale sarà il ruolo delle farmacie nella riforma della gestione della cronicità in Lombardia. "C'è bisogno di informazione, il sistema si sta muovendo rapidamente e la farmacia ha bisogno di collocarsi a capire qual è la sua vera identità", ha dichiarato Gianni Petrosillo, presidente di Federfarma Bergamo. "Il modello lombardo è migliorato nel tempo a seguito di ben 5 delibere nel 2017 – ha continuato Petrosillo -. Solo lo scorso dicembre, anche grazie alle nostre sollecitazioni, è stato individuato, benché in maniera ancora non soddisfacente, il ruolo della farmacia cui è stata riconosciuta facoltà di essere un cosiddetto micro-erogatore. A Bergamo abbiamo portato avanti per primi un modello che ci auguriamo possa essere adottato anche presso altre ATS, ovvero quello di una farmacia all'interno della rete che gestisce il cronico, con un ruolo ben preciso, stabilito a livello regionale".

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AntiffiammatoriDopo una serie di esperimenti riusciti con successo, le stampanti 3D hanno dimostrato di rendere più semplice ed economico produrre farmaci a basso costo e su misura, ritagliati sulle esigenze di ciascun individuo. Descritta sulla rivista Science, la tecnica è stata messa a punto nell'università scozzese di Glasgow, dal gruppo del chimico Philip Kitson. Con questo risultato "si apre la porta alla possibilità di ottener molecole complesse su richiesta e in ambienti di produzione non tradizionali", ha commentato sullo tesso numero della rivista Christian H. Hornung, del Consiglio nazionale delle ricerche australiano (Csiro).

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tiroideUno studio condotto da un gruppo di ricercatori guidati da Jae Hoon Chung del Samsung Medical Center di Seul, in Corea del Sud, ha dimostrato che assumere farmaci antitiroidei nel primo trimestre di gravidanza esporrebbe il feto a un rischio maggiore di malformazioni congenite. Usando il database coreano sulle assicurazioni sanitarie, i ricercatori hanno esaminato l'associazione tra le prescrizioni, alle donne in gravidanza, di farmaci antitiroidei, e lo sviluppo di malformazioni congenite nei neonati. La prevalenza di malformazioni congenite nella prole di donne che avevano assunto questi farmaci è stata del 7,27%, significativamente più alta rispetto al 5,94% di quella registrata tra le donne alle quali non erano stati prescritti antitiroidei nel primo trimestre di gravidanza.

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epilessia 2Un estratto della cannabis, un olio purificato chiamato cannabidiol, ha mostrato in rigorosi test clinici, una significativa efficacia nel trattamento di alcuni pazienti epilettici, che non rispondevano ad alcun trattamento. L'azienda produttrice ha inoltrato la domanda di immissione al commercio all'Agenzia europea del farmaco e alla Food and drug administration americana. Secondo voci attendibili, la Fda potrebbe dare l'ok entro l'anno. Promettenti i risultati di un nuovo studio sul prodotto, condotto al Massachussetts general hospital sotto la guida di Elizabeth Thiele, specialista di epilessia infantile, su 171 pazienti tra i 2 e i 55 anni. I volontari sono stati divisi in due gruppi: uno prendeva un placebo, l'altro il vero 'epidiolex'. Il 44% del gruppo trattato con il derivato della cannabis ha evidenziato una forte riduzione degli attacchi (in molti casi anche del 50%), contro il 22% di chi assumeva il placebo.

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farmaci drogaAumenta la dipendenza da farmaci in Inghilterra. Infatti, secondo il National Health Service, nel 2017 a un adulto su 11 è stato prescritto un medicinale che potenzialmente provoca dipendenza, con un aumento del 50% in 15 anni. I dati mostrano un aumento del 60% della quantità di tempo in cui i pazienti rimangono in cura con antidolorifici a base di oppiacei, che dovrebbero invece essere prescritti e utilizzati per brevi periodi. Complessivamente, la percentuale di pazienti in Inghilterra che risulta in trattamento con prodotti classificati come 'potenzialmente in grado di dare dipendenza' è aumentata dal 6 al 9% tra il 2000 e il 2015. Il Ministero della Salute ha dunque incaricato la Public Health England di effettuare una revisione indipendente per fotografare la situazione e produrre raccomandazioni su come affrontare al meglio il problema crescente della dipendenza da farmaci.

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