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anziani farmaciaÈ opinione diffusa che con l'avanzare dell'età aumenti anche il consumo dei farmaci ed in parte è vero, ma dipende dalla fascia d'età. Uno studio condotto dal Gruppo di lavoroGeriatrico dell'Aifa e pubblicato su "Journal of the American Medical Directors Association" dimostra però che dopo gli 85 anni diminuisce il numero di farmaci prescritti alla popolazione geriatrica, passando dai 7 del gruppo 80-84 anni ai 2 degli ultranovantenni.

Nell'effetuare questa analisi l'Aifa si è avvalsa dei dati relativi al 2013 forniti dall''Osservatorio sull'Impiego dei Medicinali (OsMed) soffermandosi su un campione di 3 milioni e 400mila soggetti con età superiore ai 65 anni. Il lavoro si è concentrato in particolare sugli ultranovantenni, una fascia di popolazione consistente (sono oltre 600.000 gli ultranovantenni in Italia) e in netta crescita.

I risultati dell'indagine, oltre a fornire dati di farmaco-utilizzo, hanno evidenziato come la prescrizione farmacologica aumenti progressivamente sino agli 85 anni di età, per poi declinare negli anni successivi, con una sostanziale riduzione tra i soggetti di età pari o superiore ai 95 anni.

Lo studio ha dimostrato come la prescrizione dei medicinali sia un evento dinamico: segue infatti una curva a U, con un incremento delle prescrizioni che va da un minimo di quasi 2 nei pazienti sotto i 65 anni di età a un massimo di oltre 7 nel segmento degli 80-84enni.

"Si tratta di una delle prime ricerche che valuta l'andamento delle prescrizioni farmacologiche nella popolazione anziana e molto anziana - commenta il Presidente dell'AIFA Sergio Pecorelli, tra gli autori del paper insieme al Direttore Generale Luca Pani – ed è una fotografia molto interessante che smentisce l'assunto per cui l'uso dei medicinali aumenti con l'avanzare dell'età. Conclusioni che in uno dei Paesi "più longevi e vecchi del mondo" come il nostro – stando anche a quanto dichiara l'Eurostat nelle ultime ricognizioni - offrono spunti di analisi e approfondimenti per comprendere e migliorare sempre più l'appropriatezza prescrittiva in questa particolare popolazione, fragile e vulnerabile e purtroppo ancora poco indagata".

"Al pari di quanto si registra per la popolazione pediatrica, - spiega il Direttore Pani - molti farmaci non sono testati specificamente nei pazienti anziani e molto anziani, i quali peraltro presentano caratteristiche fisiche e metaboliche del tutto peculiari rispetto agli under 65. Questo studio quindi è di fondamentale supporto nell'orientare i medici ad una prescrizione ottimale nella popolazione geriatrica. E' importante saper ritarare continuamente le terapie, perché le condizioni cliniche degli anziani possono mutare nel tempo e molte cure rivelarsi ridondanti, se non addirittura nocive. Gli spunti emersi sono poi di aiuto anche per noi regolatori, perché possiamo avere un quadro più chiaro delle aree di intervento e degli aspetti da indagare maggiormente così da favorire un impiego dei farmaci sempre più razionale, sicuro e efficace".

©Redazione

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