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tavola rotondaLa due giorni palermitana organizzata da Federfarma, ha avuto un taglio prettamente internazionale venerdì 13 novembre e più istituzionale nella giornata di sabato 14 novembre.

Il primo appuntamento "Farmacia Latina", ha visto la partecipazione delle delegazioni di Francia, Spagna e Portogallo e un susseguirsi di interessanti interventi da parte dei rappresentanti esteri. Contrariamente a quanto alcune correnti sostengono per il mercato italiano, è emerso che l'ingresso del capitale nei loro Paesi, ha prodotto monopoli e l'aumento dei prezzi dei farmaci.

Nella giornata di sabato 14 novembre, presso l'Astoria Palace Hotel si è svolta la tavola rotonda "Quale futuro per la farmacia italiana", alla quale hanno preso parte: Annarosa Racca (Presidente di Federfarma); Roberto Tobia (Presidente di Federfarma Palermo); Antonello Mirone (Presidente di Federfarma Servizi); Maurizio Pace (Segretario della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani); Eugenio Leopardi (Presidente Utifar); Michele Di Iorio (Presidente di Credifarma); Vincenzo Camarda (Coordinatore regionale della rete procuratori dei cittadini di Cittadinanza Attiva).

L'incontro è stato moderato dal caporedattore del Tg1, Francesco Giorgino.

Il giornalista ha subito incalzato il padrone di casa Tobia, rispetto alla questione ingresso del capitale nelle farmacie contenuta nel ddl concorrenza. Il presidente Tobia ha sottolineato come l'impegno al 100% della farmacia rappresenti un grossissimo rischio per la salute e che non può essere messo sul piatto della concorrenza. Ma il rischio più grande per Tobia è l'infiltrazione della criminalità organizzata in questo canale. "È un rischio concreto che si presenta – ha dichiarato Tobia – poiché se prima i figli dei mafiosi erano costretti ad iscriversi a farmacia, con il capitale non sarà più necessario. Mi auguro inoltre che venga inserito qualche paletto per scongiurare il rischio riciclaggio, un timore che però non interessa solo la Sicilia, ma l'intera penisola".

Per il presidente di Credifarma, Michele Di Iorio, è opportuno analizzare e verificare se il DDL concorrenza non tenda all'impoverimento della farmacia, secondo un disegno partito qualche anno fa. "Credifarma - sostiene Di Iorio - è nata proprio con l'intento di sostenere la farmacia e salvaguardare l'occupazione di migliaia di farmacisti. Questo però non basta - dichiara Di Iorio -, serve immaginare un nuovo modello di farmacia. Credifarma rappresenta l'unica fonte finanziaria che può difendere la farmacia, che la tutela e non la mette sul mercato dopo averla indebolita. Serve innanzitutto uno sforzo da parte dei farmacisti nel credere in Credifarma. Il problema è superare il pregiudizio. Molte delle difficoltà da superare dipendono dalla collaborazione del farmacista e investire sul capitale umano per potersi difendere da aggressioni esterne".

Alla domanda di Giorgino alla presidente di Federfarma Annarosa Racca "Perché le farmacie italiane sono sotto attacco?", la Racca ha risposto così: "Perché tutti vogliono prendersi il nostro fatturato, i supermercati ci hanno provato più volte. Le battaglie sono iniziate parecchi anni fa, già a Bruxelles davanti alla Corte di Giustizia Europea dove con tutte le armi a disposizione ci siamo spesi per difendere la farmacia. Per fortuna, è doveroso dare atto al Governo che vuole lasciare la farmacia italiana così com'è. Abbiamo apprezzato i paletti messi per le società ma cercheremo di introdurre, in questa seconda fase, l'inserimento di un professionista nelle compagini societarie. La farmacia si è aperta ad altri mercati ma è una farmacia dei servizi che sta vicino alla salute della gente per essere scelta, come abbiamo fatto con la consegna gratuita dei farmaci etc. Ma è chiaro che si può sempre migliorare. È l'impegno di Federfarma e di tutte le federazioni provinciali che sono al servizio delle farmacie così come le farmacie sono al servizio dei cittadini".

Il presidente di Federfarma Servizi, Antonello Mirone, ha rimarcato che la categoria deve confrontarsi con un mercato che impone dei cambiamenti, ed è quindi auspicabile migliorare l'efficienza degli imprenditori. Per il presidente Mirone, quest'evoluzione ci sarà solo se il farmacista si rende conto che alcune funzioni devono essere demandate alle centrali, le uniche in grado di prendere in carico alcune funzioni. "Dobbiamo essere bravi a creare dei network - ha dichiarato Mirone - che permettano di gestire al meglio il ruolo di professionisti della salute. Se iniziamo a preoccuparci di orientare i nostri sforzi verso i partner interni, potremo avere qualche chance in più per il futuro. Dobbiamo cercare di essere uniti, anche se quest'unione viene spesso messa in crisi da titolari di farmacia che fanno esportazione parallela di medicinali danneggiando il sistema ma anche gli altri colleghi".

A rappresentare l'associazione Cittadinanzattiva, il coordinatore per la regione Sicilia Vincenzo Camarda, che ha parlato di una notevola attenzione del cittadino rispetto ad un settore considerato centrale nell'erogazione dei servizi legati alla salute che negli ultimi anni ha seguito l'evoluzione della figura del farmacista. "A fronte di iniziative lodevoli - ha sottolineato Camarda - il cittadino ha visto il prezioso ruolo del farmacista, mortificato dall'esigenza di aprire reparti differenti da quello della salute (profumeria etc.) e questo ha fatto sì che il rapporto s'impoverisse, favorendo l'avanzata della Grande Distribuzione".

Un'osservazione alla quale ha risposto il Segretario della FOFI Maurizio Pace, secondo il quale al farmacista è stata spesso riconosciuta una doppia anima, quella professionale e quella commerciale, entrambe espletate con estrema professionalità. Si pensi per esempio al settore della dietetica, curato con la professionalità e le conoscenze che contraddistinguono la figura del farmacista.

Eugenio Leopardi (presidente di Utifar) ha evidenziato invece la consolidata resistenza al cambiamento da parte della categoria. Un cambiamento oggi più che mai necessario per garantire la sopravvivenza delle farmacie. "L'unica nostra forza - ha detto Leopardi nel suo intervento - è quella di affermare una farmacia professionale prima che commerciale. Dobbiamo seguire il paziente con maggiore attenzione e far sì che il cittadino noti la differenza. È necessario comprendere che, se alcuni provvedimenti snaturano la farmacia italiana, di pari passo quest'ultima deve organizzarsi e prendere le dovute contromisure".

Christian Petrelli

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